La chiesa di San Fiorenzo martire in Perugia – a cura di Don Mario Moretti

Stampato in proprio 1990
Formato 14,5×20,5 Pgg 262
Copertina flessibile
Circa 400 illustrazioni a colori e b/n
Libro autografato con dedica dell’autore nel 1991

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Note su documenti storici, artistici, religiosi.

La Chiesa di San Fiorenzo è un edificio religioso di Perugia ubicato nel borgo di Porta Sole in via Alessi. È stato affidato in comodato d’uso dalla diocesi di Perugia alla rappresentanza rumena della chiesa ortodossa presente in città.

Il sito fu sede prima dei Benedettini, che rimasero a San Fiorenzo fino all’X sec. Poi successero i Cluniacensei nel X sec., I Camaldolesi nel 1012, i Cistercensi dal 1112 al 1444 e infine dal 1444 al 1968 i Serviti.
Una prima chiesa dedicata al Santo è segnalata fin dall’VIII secolo, sorgeva al di fuori della cinta muraria etrusca, era costruita in stile romanico con copertura a capriate, e presbiterio rialzato, aveva l’ingresso da via Bonaccia e si sviluppava sull’attuale transetto. una torre medievale è stata riutilizzata come campanile.
L’intervento del XIII-XIV sec. cambiò l’orientamento della chiesa e gli dette una impronta gotica, di cui restano ancora delle strutture a sesto acuto. La facciata era completamente diversa, vi era un doppio portale d’ingresso analogo a quello di S. Maria di Monteluce e di S Agostino, con grande rosone e una loggetta tra il portale e il rosone . Dal 1471 al 1515 furono effettuate altre trasformazioni dai Servi di Maria e fu costruita la volta in sostituzione delle capriate. Nel 1560 fu sistemato il chiostro con l’ingresso a sinistra della chiesa come lo vediamo oggi.
Tra il 1763 e il 1770 la chiesa fu completamente trasformata, anche nella facciata, nelle forme che vediamo oggi, su progetto di Pietro Carattoli . La ristrutturazione in stile barocchetto (anticipazione dello stile neoclassico) ha inteso portare il valore della simmetria e della razionalità, in sostituzione della provvisorietà e casualità data dalle continue aggiunte e trasformazioni avvenute nei secoli. Si è voluto riportare l’ordine, eliminando la misteriosità degli anfratti e delle sovrapposizioni; Inoltre sul finire del XVIII è stata arricchita da altari con altorilievi in stucco di Benedetto Silla e Carlo Nottari. L’intervento costò molto ai Serviti tanto che per affrontare le spese, furono costretti a vendere anche un’opera di Raffaello .

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